giovedì, febbraio 21, 2013




“Ai fanciulli non si deve nascondere nulla con il pretesto che sono
piccoli e che è troppo presto perché sappiano. Che idea sbagliata.
Innanzitutto i fanciulli, i quali capiscono ogni cosa, si accorgono
quando i padri li considerano troppo piccoli e incapaci, così rimangono
amareggiati o diffidenti. I grandi, poi, dovrebbero sapere che un
fanciullo, anche in un caso difficile, può dare un consiglio importante.
Proprio perché il suo spirito è libero, sano, aperto alla verità.”

F. Dostojevski

domenica, gennaio 10, 2010

E VIENE IL TEMPO



E viene il tempo degli alberi
che lasciano cadere foglie d’oro.

E viene il tempo
dei giorni che si accorciano.

Le notti sono lunghe
e ogni sera ha un nome.
sempre nuovo di fiabe. -

Nel vano della finestra
una stellina si ferma ad ascoltare.
(E. Borches ) Da «Il piacere di...»

sabato, agosto 08, 2009

poesia e ... silenzio

Una poesia è fatta anche di silenzio…
una parte di silenzio diventa parole
e una parte resta silenzio.

Intorno ad ogni poesia resta il grande margine della pagina bianca.

Bisogna imparare a leggere anche gli spazi bianchi.

Questo vuol dire che là dove son segnati, bisogna fermarsi e lasciare che, come da un’apertura improvvisa, il silenzio entri e ci sommerga come un fiotto d’acqua.

E quando leggeremo le parole che seguono, ci appariranno più importanti:
ci accorgeremo di come il poeta le ha scelte ad una ad una, con cura,
di come ciascuna sia preziosa.

Le parole sono circondate dal silenzio,

è come se la loro eco continuasse a vibrare..

PAROLE

cerco parole chiare
mai scritte
elementari forse
ma sincere

profonde
leggere
e faticose
come parti.

belle
non ricercate
quotidiane,
infilate
come perle
di collane,



saranno ponti, strade,
sentieri inesplorati
autostrade, tangenziali
corsi, percorsi,
viali

ci metterò il pudore
ci metterò il calore

la vita tutta intera
Mattino
Giorno
Sera

la perla

“Escondida en su concha
vive la perla
y al fondo de los mares
bajan por ella…
No olvides nunca
que lo que mucho vale
mucho se busca."

(nascosta nella sua conchiglia vive la perla
e fino sul fondo del mare si tuffano per lei…
non dimenticare mai che ciò che vale molto
per molto tempo lo si cerca)

mercoledì, gennaio 02, 2008

a proposito di ... viaggi di istruzione

"LE SCIMMIE IN VIAGGIO"
favola di Gianni Rodari

Un giorno le scimmie dello zoo decisero di fare un viaggio d’istruzione.
Cammina, cammina, si fermarono e una domandò:
- Cosa si vede?
- La gabbia del leone, la vasca delle foche e la casa della giraffa.
- Come è grande il mondo, e come è istruttivo viaggiare.
Ripresero il cammino e si fermarono soltanto a mezzogiorno.
- Cosa si vede adesso?
- La casa della giraffa, la vasca delle foche e la gabbia del leone.
- Come è strano il mondo e come è istruttivo viaggiare.
Si rimisero in viaggio e si fermarono solo al tramonto del sole.
- Che c’è da vedere?
- La gabbia del leone, la casa della giraffa e la vasca delle foche.
- Come è noioso il mondo: si vedono sempre le stesse cose.
E viaggiare non serve proprio a niente.
Per forza: viaggiavano, viaggiavano, ma non erano uscite dalla gabbia
e non facevano che girare in tondo come i cavalli di una giostra.

venerdì, agosto 10, 2007

PARADOX OF OUR TIME ("Words Aptly Spoken" di Bob Moorehead)



The paradox of our time in history is that we have taller buildings but shorter tempers; wider freeways, but narrower viewpoints. We spend more, but have less; we buy more but enjoy less. We have bigger houses and smaller families, more conveniences, but less time; we have more degrees, but less sense; more knowledge, but less judgment; more experts, yet more problems, more medicine, but less wellness. We drink too much, smoke too much, spend too recklessly, laugh too little, drive too fast, get too angry, stay up too late, get up too tired, read too little, watch TV too much, and pray too seldom.

We have multiplied our possessions, but reduced our values. We talk too much, love too seldom, and hate too often. We've learned how to make a living, but not a life, we've added years to life not life to years. We've been all the way to the moon and back, but have trouble crossing the street to meet a new neighbor.

We conquered outer space but not inner space.
We've done larger things, but not better things.
We've cleaned up the air, but polluted the soul.
We've conquered the atom, but not our prejudice.
We write more, but learn less.
We plan more, but accomplish less.
We've learned to rush, but not to wait.
We build more computers to hold more information to produce more copies than ever, but we communicate less and less.

These are the times of fast foods and slow digestion; big men and small character; steep profits and shallow relationships.
These are the days of two incomes but more divorce. (...)

(...) Remember, spend some time with your loved ones, because they are not going to be around forever.
Remember, to give a warm hug to the one next to you, because that is the only treasure you can give with your heart and it doesn't cost a cent.
Remember, to say "I Love you" to your partner and your loved ones, but most of all mean it. A kiss and an embrace will mend hurt when it comes from deep inside of you.
Remember to hold hands and cherish the moment, for some day, that person will not be there again.
Give time to Love, give time to speak, give time to share the precious thoughts in your mind.

domenica, maggio 20, 2007

Riperderti di E. Montale


Lo sai: debbo riperderti e non posso.
Come un tiro aggiustato mi sommuove
ogni opera, ogni grido e anche lo spiro
salino che straripa
dai moli e fa l'oscura primavera
di Sottoripa.

Paese di ferrame e alberature
a selva nella polvere del vespro.
Un ronzio lungo viene dall'aperto,
strazia com'unghia i vetri. Cerco il segno
smarrito, il pegno solo ch'ebbi in grazia
da te
E l'inferno é certo.

giovedì, aprile 12, 2007

CARTE DELL’IMMATURITA' di Alberto Brambilla


Versacci e versetti composti

a scopo di sopravvivenza

durante i colloqui per la maturità

(3-6 luglio 2005)


I

Estraneità assoluta alla recitazione,

ma attore mio malgrado sono

e della finzione rappresentante.

Solo il mal di schiena

assevera con linguaggio chiaro

che nonostante tutto vivo.


II

piangono i coccodrilli piangono

espellono pezzi d’anima strappati

alla debole follia dei maestri.

Presenti, ma solo in cartolina.

III

Siamo carte bollate, ceralacche

operai da diplomificio assunti,

farfalle di carta neppure copiativa:

sessanta settanta o altro

sopra cento, poco importa.


IV

Piangono davvero i coccodrilli.

Almeno loro ne hanno facoltà.

I maestri sono stati disattivati,

password mai hanno ricevuto

V

Nulla è peggiore della presunzione,

della scarsa autostima e dell’amore.

Li vedi tutti qui rappresentati

i sentimenti, le paure e le emozioni.

Teatro goffo d’ attori malandati

Di cialtroni, suore e mendicanti.

Gli alunni sono degni non c’è dubbio.

VI


Ancora qui a guardare il cielo.

e la ruspa che scava nel giardino

come quando c’era lo zio Pietro

e io ancora ero bambino.

Feriscono la terra di continuo

per posare cavi e tubature.

Intenti a tagliare e collegare

per raggiungere il centro della terra.

Ancora qui nell’aria di parole

che ronzano nell’aula diciannove.

È vestita alla moda la fanciulla

La TV è e sarà professoressa.

Ancora qui ad osservare il cielo

con la ruspa che scava nel giardino,

mentre la voce della studentessa

ricama parole senza senso.

VII

Sono passati anni trentadue

Ma da poco ho smesso di sognare

(come probabilmente accade

per chi ha vissuto in lager)

i dolori della mia maturità.

Crollano per un attimo le bimbe

poi riprendono a cantare il ritornello

di Pirandello, Pascoli, d’Annunzio,

Mussolini, Campana, il Futurismo.

Invano cerco il lampo, il desiderio

la voglia di capire i sacri testi,

lo sforzo per raggiungere la cima

e vedere l’altra faccia della luna


VIII

Chi ha spento i fuochi del passato?

Chi ha ucciso il ragazzo d’una volta?

Lo chiederò alla luna questa notte.

Chiedetelo alla morte, se verrà.

mercoledì, febbraio 28, 2007

B. Brecht


Seduto ai margini della strada.

L'autista cambia la ruota.

Non sono contento di dove vengo.

Non sono contento di dove vado.

Perché guardo il cambio della ruota con impazienza? (traduzione)


domenica, febbraio 25, 2007

Meditazione (Allen Ginsberg)



Troppa industria
troppo mangiare
troppa birra
troppe sigarette.

Troppa filosofia
troppe forme di pensiero
troppo poche stanze
troppo pochi alberi.

Troppa polizia
troppi computer
troppi hi-fi
troppi hamburger.

Troppi caffè
troppo fumare
sotto i grigi tetti di ardesia
troppa obbedienza.

Troppi ventri rigonfi
troppi abiti da passeggio
troppa carta stampata
troppe riviste.

Troppa industria
niente più pesci nel Reno
la Loreley morta avvelenata
troppo imbarazzo.

Troppi lavoratori stanchi sul treno.
Gli spettri degli ebrei gridano
all'angolo delle strade.

Troppi antichi omicidi
troppa tortura bianca
troppo culto della razza
troppi nazisti felici.

Troppi studenti pazzi
troppo poche fattorie
troppo pochi meli
troppo pochi noci.

Troppo danaro
troppi poveri turchi senza voto.
Il lavoro lo fanno gli immigrati.

Troppo metallo
troppo grasso
troppe battute superficiali
troppo poca meditazione.


F. Pessoa (frammenti inediti e non )


Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso volere d'essere niente.
A parte questo,
ho in me tutti i sogni del mondo...



Quasi anonima sorridi e il sole indora i tuoi capelli.
Perché per essere felici è necessario non saperlo?



Contemplo il lago silenzioso che la brezza fa rabbrividire.
Non so se penso a tutto o se tutto mi dimentica.
Nulla il lago mi dice né la brezza cullandolo.
Non so se sono felice né se desidero esserlo.
Tremuli solchi sorridono sull'acqua addormentata.
Perché ho fatto dei sognil a mia unica vita?


gli esami sono finiti (luglio 2006)


il fascino della ceralacca

a sigillare con meticolosa seriosità

pacchi di sciocchezze, freddure, luoghi comuni e non,

amene stupidità, ignoranze in forma di messaggi "fumosi"

(sapessi quanto fumano studenti e proff. durante gli esami!)

e tesine e percorsi e mappe logiche e concettuali

e nomi e forme e formule e numeri

e parole

e..... nulla.

E tutta questa congerie d'inutile vacuità

va bene conservata e incartata

(chiusura dei plichi)

e legata

e timbrata

e firmata

e, da ultimo ..

IL RITO

DELLA CERALACCA

(vecchio di cent'anni e forse più ..)

ma sempre

PASSATISTICAMENTE ELEGANTE.


domenica, settembre 03, 2006

POESIA DIVERSA (Danilo Dolci)



C'è chi insegna guidando gli altri
come cavalli
passo per passo:
forse c'è chi si sente soddisfatto
così guidato.

C'è chi insegna lodando
quanto trova di buono e divertendo:
c'è pure chi si sente soddisfatto
essendo incoraggiato.

C’è pure chi educa, senza nascondere
l'assurdo ch’è nel mondo,
aperto ad ogni sviluppo
ma cercando d'essere franco
all'altro come a sé,
sognando gli altri come ora non sono:
ciascuno cresce solo se sognato.